Bike Tour - Un giro facile sul Colle di Gualdo Cattaneo
L’itinerario numero 2, che parte e arriva nell’incantevole centro storico di Gualdo Cattaneo, è sicuramente il più facile tra quelli presentati in questa raccolta.Pur considerando la salita che riconduce a Gualdo Cattaneo, i 12 chilometri del percorso possono essere tranquillamente considerati alla portata di tutti, anche dei principianti, e possono essere percorsi con ogni tipo di bicicletta.Il fulcro del percorso è il borgo medioevale di Gualdo Cattaneo, arroccato in una posizione strategica che domina le valli circostanti, e l’aspetto caratterizzante dell’itinerario è sicuramente costituito dalla bellezza e dalla tranquillità dei territori attraversati.Il tracciato parte da Piazza Umberto I, nel cuore di Gualdo Cattaneo, da dove usciamo imboccando la strada secondaria che scende proprio a destra della maestosa torre circolare. Proseguiamo per una stretta e ripida discesa che tra gole e campi coltivati ci porta fino all’incrocio con la SP 415 (km 2,1).Qui giriamo a sinistra proseguendo in pianura verso Bastardo (attenzione al traffico perché la strada è piuttosto transitata, anche da mezzi pesanti). Al chilometro 3,5, chi pedala su una mtb o su una bici ibrida può svoltare a sinistra in Via Palombara proseguendo in salita su sterrato: in questo modo si può accorciare l’itinerario ma soprattutto tagliare 3 chilometri abbastanza trafficati.Proseguendo diritti, invece, al chilometro 4,4 giriamo a sinistra verso Foligno e al chilometro 5,8 iniziamo la salita che, in modo graduale, ci riporterà a Gualdo Cattaneo.Al chilometro 6,4 giriamo a sinistra ancora in direzione di Gualdo Cattaneo e iniziamo a risalire sul crinale della collina ammirando splendide vedute sui paesaggi circostanti, punteggiati da uliveti e vigneti, e riconoscendo in lontananza il profilo di Montefalco e del Monte Subasio. All’incrocio posto al chilometro 12,1 giriamo a sinistra e torniamo al punto di partenza oppure, se l’allenamento ce lo consente, svoltiamo a destra e continuiamo a salire per altri 5 chilometri fino al Santuario della Madonna della Valle, pedalando su una strada panoramica e straordinariamente tranquilla. Da qui ripercorriamo a ritroso lo stesso percorso e rientriamo a Gualdo Cattaneo. Testi, foto e documenti tratti dal sito http://www.anticastradadeimistici.it.
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Bike Tour - Morbide colline e antiche Fortezze tra viti e ulivi
Questo itinerario parte dal centro storico di Gualdo Cattaneo, proprio come il percorso numero 2, e si sviluppa sulle colline che salgono verso San Terenziano, attraversando geometrici campi coltivati, vigneti e uliveti. A caratterizzare il tracciato, oltre alle bellezze paesaggistiche, sono gli affascinanti castelli toccati o anche solo sfiorati, come quello di Cisterna, di Barattano e di Torri, senza considerare lo splendido centro arroccato di Gualdo Cattaneo.Il percorso misura 32 chilometri e si può considerare di media difficoltà, soprattutto in virtù della lunga salita che in 8 chilometri conduce da Ponte di Ferro fino alle porte di San Terenziano, che si aggiunge ai circa 6 chilometri di ascesa che occorre affrontare per tornare fino a Gualdo Cattaneo.Partiamo da Piazza Umberto I, nel centro di Gualdo Cattaneo e scendiamo verso Ponte di Ferro. Al semaforo al chilometro 4,2 attraversiamo la strada prestando attenzione al traffico e proseguiamo diritti in direzione di Pozzo e Marcellano, iniziando la lunga salita verso San Terenziano. La prima parte, caratterizzata da una serie di tornanti, è la più impegnativa, ma già al chilometro 6 la pendenza dà un po’ di tregua e permette di rifiatare.Al chilometro 6,6, possiamo prevedere una deviazione a destra di circa 6 chilometri per visitare Pozzo e, soprattutto, lo splendido castello medioevale di Cisterna, da dove poi torniamo indietro per la stessa strada rientrando sul percorso. Altrimenti proseguiamo diritti e raggiungiamo Collesecco al chilometro 8,7, dove la salita offre ancora una volta un po’ di tregua.L’ascesa si conclude al chilometro 12,4, quando giriamo a sinistra verso Torri e Barattano (proseguendo a destra, invece, in circa 1 chilometro si arriva al centro di San Terenziano) e iniziamo il tratto più panoramico del percorso, pedalando su una strada a mezza costa che offre magnifiche vedute sulla valle circostante e sfiora i castelli medioevali di Barattano e Torri.Proprio dopo Torri iniziamo la discesa e ci reimmettiamo sulla strada principale girando a sinistra in direzione di Bastardo, continuando a pedalare tra distese di splendidi vigneti.Al chilometro 22,5 arriviamo a Bastardo dove continuiamo sulla strada principale in direzione di Montefalco e Foligno (da qui, per i successivi 4 chilometri, è necessario prestare attenzione al traffico). Al chilometro 24,2 proseguiamo ancora diritti per Foligno e, poco più di un chilometro dopo, in corrispondenza del torrente Puglia e subito dopo la cantina Scacciadiavoli iniziamo la salita che ci riporta fino a Gualdo Cattaneo attraverso morbidi scenari, uliveti e campi coltivati. Testi, foto e documenti tratti dal sito http://www.anticastradadeimistici.it.
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Trekking Tour - Gualdo Cattaneo anello
Gualdo Cattaneo, Madonna della Valle, Madonna del MonteLa passeggiata proposta per Gualdo Cattaneo è collegata al suo territorio che si sviluppa a Nord Ovest: uno stupendo bosco di latifoglie che copre la gran parte del suolo comunale. Infatti il nome di Gualdo deriva da Wald = Selva a cui è stato aggiunto Cattaneo. Il castello medioevale fu infatti fondato intorno al 1000 dal conte Edoardo Cattaneo vassallo dell'imperatore Ottone II di Sassonia. La partenza è da Piazza Umberto I (446 mt.). Non si può fare a meno di notare il maestoso torrione cilindrico che vi si affaccia, simbolo un po' di Gualdo Cattaneo. Il torrione fu fatto costruire da papa Alessandro VI nel 1494. Scendere in via Edoardo Cattaneo fino a via della Circonvallazione: prendere a dx. Dopo 200 mt all'incrocio andare a sx e poi subito a dx in via del Monte. Salire 200 mt e prendere a sx via Colventoso. Salire per 1,6 km asfaltata e poi sterrata. Incrociare SP 409: andare a sx (518 mt). I prossimi chilometri ci consentono di godere il crinale che divide le valli del Puglia a Ovest e dell'Attone a Est. Percorrere la SP 409 per 3 km e poi salire a sx verso il Santuario di Madonna della Valle (582 mt). Questo sito è un emergenza storico architettonica, ma soprattutto luogo di venerazione mariana molto sentita nel territorio. Tornare indietro sulla via precedente per 200 mt: prendere sentiero a dx passata la recinzione. Salire per 500 mt fino al rudere dell'antica pieve montana di Madonna del Monte (686 mt) Prendere il sentiero che scende alla nostra dx. Percorrere la stradina intorno a Colle Martino per 1,2 km. Quando il bosco si dirada prendere sentiero a dx (attenzione in questo punto!!) e scendere lungo costa su via a zigzag in località Caccialepri (489 mt). Raggiungere il successivo incrocio a T: prendere a sx. Accedere all'impegnativo saliscendi nel bosco per 1,6 km fino ad incrocio a Y: andare a sx. Proseguire ancora per 1,5 km fino ad uliveto località Collelino attraversare boschetto fino ad incrocio a T: prendere a dx. Siamo in Via Colventoso. Ripercorrere in senso contrario fino a Gualdo Cattaneo la via dell'andata. Testi, foto e documenti tratti dal sito http://www.anticastradadeimistici.it.
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Tour dei Castelli Gualdesi della Valle del Puglia
Il piccolo borgo medievale di Gualdo Cattaneo è un antico castello arroccato sulle propaggini settentrionali dei Monti Martani, tra i torrenti Puglia e Attone. La sua posizione è centrale in quanto si trova tra la Valle Umbra, quella che va da Foligno a Spoleto, e la Valle Tiberina, quella delineata dal tratto umbro del Tevere.Percorso ad anello di 45 km da percorrere in autoCartografia di riferimento: Carta turistica stradale Regione Umbria - scala 1:250000 Durata: 5 ore Castello di Gualdo Cattaneo Iniziata nel 1494, era stata progettata secondo i canoni militari dell’epoca, in cui l’avvento delle artiglierie stava mutando sostanzialmente l’aspetto di tutte le strutture difensive. La rocca chiamata “Dei Borgia” in onore di Papa Alessandro VI, fu portata al termine nel 1500 e alla sua costruzione si alternarono diverse maestranze. Il primo castellano fu Giovanni I Olivieri da Foligno che era obbligato a risiedere permanentemente nella rocca con tutta la guarnigione. I discendenti di Giovanni acquisiranno il feudo di Frecco (Valfabbrica) Perugia fu sempre contraria all’opera difensiva, tanto da inviarvi un contingente militare guidato da Orsini per abbatterla; vani furono gli assalti, sia per la validità della struttura, concepita per resistere autonomamente anche a un lungo assedio, sia per il coraggio del comandante Crispoldi di Foligno. Nel 1624 la rocca ospitò Galileo Galilei, che vi soggiornò per alcuni giorni. Nella seconda metà del ‘600, il complesso militare andò incontro ad un costante degrado tanto da richiedere nel 1695 adeguate opere di restauro a spese del comune di Foligno. Nel 1877 l’edificio versava ancora in grave degrado e parte dei beccatelli erano crollati; vennero ripristinati con il restauro del 1955. Ha la forma di un triangolo equilatero in cui ad ogni vertice corrisponde una torre rotonda e troncoconica, intercomunicante con le altre attraverso camminamenti sotterranei. La torre più alta ha la base di 80 metri di circonferenza e un’altezza di 20 metri e domina tutto il borgo; è costituita da 5 piani in cui si trovano tutti gli elementi abitativi necessari alla difesa e alla residenza della guarnigione. Castello di Pomonte Pomonte appartenne ai conti di Antignano.(la contea di Antignano, castello posto sulle colline di Bevagna, comprendeva diversi possedimenti che spaziavano tra Bevagna e Gualdo Cattaneo. Nel 1305 vennero convocati “ad parlamentum” nella cattedrale di Foligno i rappresentanti del castello di Pomonte per far cessare le ostilità contro il rettore Deoticlezio de Loiano, posto a capo del ducato di Spoleto. Nel 1318 il castello insorse contro i guelfi rifiutando di pagare i tributi e di difendere la chiesa con le armi, proclamandosi seguace del conte Federico I da Montefeltro che stava imperversando nel territorio umbro. Nel 1322 il castello fu assoggettato e reso tributario di Todi. Nelle immediate vicinanze di Pomonte sorge l’antica rocca fatta costruire dall’Albornoz, ora ridotta a rudere. Sotto la rocca si trova ben visibile ed in ottimo stato conservativo un manufatto fortificato eretto intorno al 1415 da Gregorio XII. Nel 1421, Pomonte passò sotto il vicariato dei Trinci con Corrado XV; nel 1451 venne dato in feudo ai Crispolti di Bettona che ne mantennero la proprietà fino al 1658, anno in cui ritornò alla Santa Sede. Nel 1943 il palazzo fu scelto dai tedeschi quale alloggio per il comando e l’anno seguente fu oggetto dell’azione del gruppo partigiano che asportò tutto il materiale requisito dai militari d’oltralpe. Oggi la struttura si eleva maestosa sopra un colle, circondata da una ricca vegetazione; a pianta quadrilatera, presenta agli angoli piccole torri controscarpate d’altezza pari alla metà del palazzo. Castello di Cisterna Risale al XIII sec. e si eleva su un colle sopra il fiume Puglia. Sotto il dominio Perugino fino al 1378, era il castello della zona con il più alto numero di fuochi; per la festa di S. Ercolano gli abitanti dovevano mandare a Perugia tre libbre di cera. Nel 1412, il castello venne acquistato da Ugolino III Trinci. Papa Gregorio XII con atto del luglio 1412, concesse il castello in vicariato al Trinci, dietro il pagamento di un tributo annuale, con i consueti patti di fedeltà e di amministrazione della giustizia. Nel 1414, l’Italia centrale e l’Umbria, furono invase dalle milizie di Ladislao d’Angiò, re di Napoli. Ugolino III si accordò con i fiorentini ponendosi sotto la loro giurisdizione. Il castello di Cisterna restò ai Trinci fino al 1441 quando la loro signoria terminò; contava all’epoca 118 abitanti. Nel 1802 fu unito al comune di Gualdo Cattaneo, poi fece parte della comunità di S.Terenziano appodiata a Collazzone e indipendente dal 1829; nel 1861 ritornò sotto Gualdo Cattaneo. Allo stato attuale si presenta in discrete condizioni, con l’alta torre medievale ancora ben visibile, adiacente alla quale si trova un nucleo abitato di origine ottocentesca. Castello di Pozzo Un castello immerso nel verde degli ulivi che, dirimpetto a Pomonte, sovrasta la valla del Puglia. La quantità d'olio, cui fa riscontro la fiorente attività molitoria dev'essere stata tanta e tale, fin dai tempi più lontani, da non potersi contenere in un pozzo. Da qui, forse, il nome di questo castello, antico scenario di lotta tra le fazioni di Bevagna e Todi, città, quest'ultima, che segnò di più e per lungo tempo la sua presenza in territorio putuense. Da ammirare l'impianto architettonico del borgo fortificato e certi scorci medievali di grande efficacia. Castello di Marcellano In un dolce degradar di colline, a confine tra i comuni di Gualdo Cattaneo e Giano dell'Umbria in provincia di Perugia, sorge MARCELLANO. Secondo una tradizione il castello avrebbe tratto origine da appartenenti alla "Gens Marcella" (della XLI Legione dell'Esercito di Roma) ai quali quella terra fu concessa come premio di congedo. Ma da fonti storiche e documentate, il nome di Marcellano compare in atti del 1200 dai quali risulta che il castello era abitato da circa 700 persone, pertanto la sua origine si può far risalire intorno al XII secolo. Nel 1219 nonostante fosse situato in luogo di non facile portata, il castello di Marcellano fu occupato, per conto di Federico II da Napoleone di Coccorone, generale dei ghibellini. In seguito ritornò all'obbedienza della città di Todi sotto i guelfi. Alla fine del 1500, Marcellano, si muniva di un'organizzazione sociale e politica propria a tutti i castelli umbri in generale e tudertini in particolare, e nei successivi anni si adornava di monumenti religiosi ed opere pittoriche notevoli, grazie alla politica intraprendente, autoritaria e feconda del vescovo Ancaiani ed all'attività della locale nobile famiglia Cori. Dopo un breve periodo sotto la giurisdizione del comune di Collazzone, nel 1861, Marcellano passava sotto la territorialità del comune di Gualdo Cattaneo, alla quale tuttora appartiene. Castello di Simigni Fondato nel 1103 da tale Seminio dei conti di Collazzone venne fortificato nel 1322 con la costruzione di una torre e di possenti mura difensive. Nel 1363 fu assalito e conquistato dalla compagnia del Cappelletto , la Compagnia dopo avere conquistato S. Gemini e Simigni, ottenne dal comune di Todi 1000 fiorini affinchè lasciasse quei luoghi. Mantennero la parola ma crearono un piccolo feudo intorno al castello di Torreuccia, tra Gualdo Cattaneo e Bastardo. Questa Compagnia era formata da rampolli della nobiltà italiana in cerca di avventure e di gloria. Nel dicembre 1363, appena liberato dalla prigionia senese, Nicolò da Montefeltro cercò di raggiungere i compagni che erano accampati presso Simigni, ma venne catturato dai todini e rinchiuso nel carcere. Nel 1389 Simigni passò sotto il dominio dei Trinci, nel 1410 sotto Braccio Fortebracci; poi nuovamente ai Trinci e da questi agli Atti. Molti feudi, in quel particolare momento storico, erano soliti passare dai Trinci ai Fortebracci e viceversa. Nel 1435 Corrado XV Trinci restituì Simigni al governatore di Perugia, monsignor Alberto Alberti. Il castello passò dopo un’infeudazione agli Atti, sotto la giurisdizione dell’abbazia cistercense di Chiaravalle e, successivamente eretto a contea, ebbe per signore il conte Federico di Simigni.Nel 1645 fu riacquistato dagliu Oddi di Todi, proprietari anche di palazzo Atti; all’inizio del ‘600 il priore tuderte Benigno Degli Oddi apportò abbellimenti e restauri di notevole significato alla città. Attualmente il castello appartiene alla famiglia Bonadies di Roma. Castello di Gualdo Cattaneo Per maggiori informazioni:Alessia Ottaviani cell. 3471045698 - mail ottavianialessia@gmail.comFederico Famiani (guida escursionistica) cell. 329 6287270 federico.famiani@gmail.comErica Baciocchi (guida regionale) cell. 328 8710625 baciocchiarte@gmail.com
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